La polizia norvegese non esclude il terrorismo, ma indaga anche su altre piste
Schegge di vetro nella neve davanti all’ingresso, e segni neri sul terreno ai piedi della porta d’entrata: i segni dell’esplosione che nella notte tra il 7 e l’8 marzo scorso ha colpito la sezione consolare dell’ambasciata americana ad Oslo, in Norvegia, sono stati diffusi con le immagini dei media locali.
Non si sono registrati feriti, ma solo “lievi danni materiali” che hanno coinvolto il portone d’ingresso, così come affermato dalla polizia in una nota.
“Un’ipotesi è che si sia trattato di un atto terroristico – ha dichiarato all’emittente NRK Frode Larsen, capo dell’unità congiunta di investigazione e intelligence della polizia – ma dobbiamo rimanere aperti alla possibilità di altre cause”.
“La questione è attualmente sotto inchiesta da parte della polizia e del servizio di Sicurezza della Polizia Norvegese” ha detto il ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide.
Intanto, il portavoce del PST Martin Bernsen ha dichiarato che, da novembre 2024, il livello di minaccia in Norvegia è rimasto a tre su una scala di cinque livelli.